Un po' di storia Stampa
All’epoca dei Maya (dal 2000 a.C. al 1.450 d.C.), le volte di numerose grotte erano ormai crollate da tempo, aprendo dei pozzi più o meno ampi su questi fiumi sotterranei. La parola CENOTE deriva dal termine maya "D'zonot" che significa, nell'antica lingua, una cavità sotterranea che contiene permanentemente acqua. I cenotes erano considerati dai Maya come l'entrata di un mondo mitico e spirituale. A quel tempo i cenotes venivano usati prevalentemente come preziose fonti di acqua dolce, ma recenti ritrovamenti archeologici rinvenuti dragando il fondo di alcuni di questi passaggi (prevalentemente ossa umane, gioielli e suppellettili varie gelosamente custoditi presso il museo precolombiano di Città del Messico), hanno dimostrato che i cenotes sono stati anche teatro di cruenti quanto suggestivi riti religiosi, poiché vi venivano periodicamente gettati, e lì lasciati affogare, numerosi prigionieri di guerra e giovani vergini, probabilmente per rendere onore al Dio delle grotte "Balam Ha" o al dio della pioggia “Chac”. Nello Yucatan, fino ad oggi, sono stati esplorati 50 sistemi di caverne con più di 200 cenotes. Durante gli ultimi 20 anni sono stati esplorati più di 3000 chilometri di tunnel ma, ancora oggi, nessuno è in grado di dire quanti altri chilometri di gallerie subacquee devono essere scoperti e visitati.